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CARLO VECCHIARELLI

Generale designato d’Armata

10.01.1884 – 13.12.1948

 

Sono ormai passati oltre settant’anni dagli avvenimenti che, nell’estate del 1943, videro in Grecia lo svolgimento di una tra le pagine più controverse della seconda  guerra mondiale.

Sono quindi maturi i tempi per analizzare ciò che allora accadde attraverso le parole del protagonista di quei fatti: il generale Carlo Vecchiarelli.

Dopo una carriera militare particolarmente brillante, il gen. Vecchiarelli nel maggio 1943 era stato inviato ad Atene per cercare di risollevare le sorti di un’Armata di oltre 170.000 uomini, che versava però in una critica condizione. E lì dovette fronteggiare la proibitiva situazione che si venne a creare con i tedeschi, sino ad allora alleati, quando a seguito della caduta del fascismo l’Italia, prostrata da lunghi anni di guerra, l’8 settembre annunciò l’armistizio con gli angloamericani.

Anche in base ad ambigue direttive ricevute dal Comando supremo italiano, egli si trovò così di fronte a una drammatica scelta: allearsi con i tedeschi, in violazione dell’armistizio, o combattere contro di essi, con il praticamente sicuro risultato del massacro della sua Armata, ovvero – ed è ciò che fece – tentare un negoziato che aveva l’obiettivo di consentire alle truppe italiane di rientrare onorevolmente in Italia: obiettivo che sarebbe stato pienamente raggiunto se da parte tedesca non si fossero violati gli accordi a tale scopo sottoscritti dopo febbrili e convulse trattative.

Gli avvenimenti di quei drammatici giorni rappresentarono per l’interessato un momento di forte discontinuità nella sua carriera militare: da una serie di successi, onorificenze e incarichi sempre più importanti sino alla prigionia, al carcere fascista come “antitedesco” e alle successive paradossali traversie che lo accompagnarono quando, nell’Italia liberata, venne invece accusato di collaborazionismo con i tedeschi ed epurato dall’Esercito, e dovette a lungo lottare con le autorità per vedersi riconosciute le proprie ragioni.

Questo sito riporta, in particolare,  la Relazione che egli scrisse, al termine del conflitto, quando fu chiamato a giustificare il suo operato: un documento al quale, pur essendo da molti anni disponibile negli archivi storici, non è mai stata data alcuna diffusione che ne permettesse la conoscenza se non da parte dei ricercatori. Oltre alla Relazione, sono qui riportati  ulteriori  scritti  redatti dal gen. Vecchiarelli, che ne arricchiscono sensibilmente i contenuti.

Lo scopo è quello di permettere, a chi sia interessato ad approfondire i fatti di quel periodo storico e la figura del gen. Vecchiarelli, di accedere ad informazioni che non hanno sinora trovato adeguata diffusione. Questi documenti  possono peraltro  consentire, a chi li esamini con onestà intellettuale, una serena valutazione delle decisioni da lui prese e delle motivazioni alla loro base. In particolare, una miglior conoscenza della complessità e criticità dello scenario in cui gli eventi si svolsero può costituire utile elemento di riflessione per chi si sia sin qui avventurato in superficiali valutazioni e giudizi.

Completano i contenuti di questo sito una sintetica biografia dell’interessato e un libro, compilato nel 70° anniversario di quei drammatici fatti, che oltre ai documenti sopra citati contiene un breve inquadramento storico, utile a una piena comprensione anche da parte dei “non addetti ai lavori”; riporta,  inoltre, gli elementi più importanti delle relazioni che i collaboratori del gen. Vecchiarelli presentarono – confermando pienamente i fatti e le valutazioni che egli ne diede – e tenta di operare una sintesi delle opinioni in merito espresse da diversi storici.

Non vi è, ovviamente, nessuna pretesa di completezza o assoluta organicità di quanto presentato, che tuttavia sembra poter offrire un quadro sufficientemente preciso della vita e dei valori che animarono Carlo Vecchiarelli